Walmart, l’allarme del ceo: i dazi pesano sui consumi e alimentano l’inflazione

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Doug McMillon, presidente e amministratore delegato di Walmart, ha lanciato un avvertimento alla comunità finanziaria durante la Goldman Sachs Global Retailing Conference a New York. Secondo il numero uno del colosso americano della distribuzione, i consumatori continueranno a sentire il peso dei dazi e dell’inflazione per il resto del 2025, e forse anche nel 2026. A riportarlo è il sito specializzato Food Business News.

“Se guardiamo ai livelli di reddito medio-alti, vediamo una forte domanda, mentre a quelli medio-bassi si registra un po’ di tensione”, ha dichiarato McMillon in una conversazione informale con gli investitori. L’impatto dei dazi, ha spiegato, si riflette nei carrelli della spesa, spingendo i clienti a modificare le proprie scelte. “Abbiamo osservato cambiamenti nei comportamenti d’acquisto sugli articoli che hanno subito un aumento di prezzo, con i consumatori che passano da un prodotto all’altro – alcuni dei comportamenti tipici che emergono nei periodi di pressione”.

Il ceo di Walmart ha comunque sottolineato la resilienza della clientela: “In generale, le persone hanno resistito molto bene, e ci aspettiamo che accada lo stesso per il resto dell’anno. Questo trimestre è iniziato nello stesso modo positivo in termini di fatturato, quindi continuiamo a vedere ciò che è successo nel secondo trimestre riversarsi anche nel terzo”.

Sul fronte inflazione, McMillon ha aggiunto che la crescita dei prezzi negli Stati Uniti appare contenuta se letta nella media, ma nasconde forti squilibri: “L’inflazione complessiva è di pochi punti percentuali; ma questo non racconta tutta la storia. Se guardiamo alle categorie alimentari – in particolare cibi pronti, alimenti trasformati, prodotti confezionati secchi – i prezzi sono aumentati da diversi anni. Quindi i livelli assoluti nel settore food sono più alti di quanto vorremmo e più alti di quanto le famiglie americane vorrebbero”.

I dazi pesano sui consumi

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