Sainsbury’s rafforza il grocery ma sconta la pressione sui margini, Argos resta in affanno

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Un anno di crescita nei ricavi, ma con margini sotto pressione per effetto dell’inflazione e della competizione sui prezzi: si chiude così il 2025/26 di J Sainsbury plc, che conferma la centralità del grocery e rilancia sul valore per difendere quote di mercato. Il gruppo britannico archivia l’esercizio con vendite retail (escluso carburante) pari a 29,9 miliardi di sterline, in aumento del 4,3%, mentre i ricavi complessivi raggiungono 33,6 miliardi (+2,7%). A trainare la performance è ancora una volta l’alimentare, con il grocery in crescita del 5,2% grazie a volumi solidi e a un progressivo rafforzamento della quota di mercato.

Sul fronte della redditività, l’utile operativo retail sottostante si attesta a 1,025 miliardi di sterline, in calo dell’1,1%, riflettendo l’impatto dell’inflazione dei costi e le scelte del gruppo di investire sui prezzi per mantenere competitività. In deciso miglioramento invece l’utile netto, che sale a 393 milioni (+55,3%), sostenuto dalla riduzione delle componenti straordinarie negative. La generazione di cassa resta un punto di forza, con un free cash flow retail pari a 574 milioni (+8,1%), mentre l’utile per azione cresce del 3,2%. Il dividendo proposto è di 13,7 pence per azione, in linea con una politica di remunerazione progressiva.

Dal lato commerciale, Sainsbury’s continua a spingere su convenienza e fidelizzazione: il programma Aldi Price Match e le offerte Nectar – anche personalizzate – si confermano leve chiave, con oltre 5,5 miliardi di sterline di risparmi generati per i clienti dal 2023.

Parallelamente, il gruppo rafforza il posizionamento qualitativo, con la linea premium “Taste the Difference” oltre i 2 miliardi di sterline di vendite e il comparto fresh food in crescita dell’8%, elemento centrale nella strategia di differenziazione.

Importanti anche gli investimenti nella filiera, con oltre 5 miliardi di sterline destinati nei prossimi anni all’agricoltura britannica e irlandese per garantire stabilità e sostenibilità dell’approvvigionamento.

Sul piano strategico, il piano “Next Level Sainsbury’s” prosegue in linea con gli obiettivi: già conseguiti circa 680 milioni di risparmi su 1 miliardo atteso entro il 2027, a supporto della competitività in un contesto inflattivo. Cresce il digitale, con le vendite online grocery a +13% e il canale on demand a +69%, ormai oltre i 700 milioni di sterline e con una copertura del 70% della popolazione britannica.

Più articolata la dinamica di Argos, che resta esplicitamente sotto osservazione nel perimetro del gruppo: le vendite segnano un +0,7% in un mercato non food definito “debole”, con volumi in crescita (+3,7%) ma penalizzati dal calo dei prezzi medi (-3%) e dalla maggiore incidenza di prodotti a basso ticket. L’insegna general merchandise evidenzia quindi una pressione sulla redditività, con profitti sostanzialmente stabili: il contributo positivo dei volumi e dei risparmi operativi è stato compensato dalla riduzione dei prezzi e dall’aumento dei costi, in particolare legati al traffico online e al lavoro. Nonostante ciò, Sainsbury’s conferma la volontà di accelerare la trasformazione di Argos, puntando su digitalizzazione, ampliamento dell’assortimento (anche tramite marketplace) e maggiore efficienza operativa.

Per il 2026/27 il gruppo prevede un utile operativo compreso tra 975 milioni e 1,075 miliardi di sterline e un free cash flow superiore a 500 milioni, in uno scenario che resta incerto anche per le tensioni geopolitiche. La priorità resta quella di continuare a sovraperformare il mercato grocery, bilanciando investimenti sui prezzi, innovazione e ritorni agli azionisti, a cui nel 2025/26 sono stati distribuiti oltre 800 milioni tra dividendi e buyback.

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