Dopo mesi segnati dalle tensioni legate al mancato via libera alla fusione con Albertsons, Kroger torna a rafforzare la propria posizione finanziaria e rilancia il percorso di crescita puntando su private label, digitale e innovazione tecnologica. I dati contenuti nell’ultimo report annuale del gruppo statunitense, relativo all’esercizio fiscale concluso il 31 gennaio 2026, mostrano infatti un miglioramento delle performance commerciali e un rafforzamento delle attività considerate strategiche per il futuro del retailer.
Nel messaggio agli azionisti allegato al bilancio, il nuovo amministratore delegato Greg Foran, arrivato alla guida dell’azienda lo scorso febbraio, ha sottolineato come i marchi del distributore, l’e-commerce, le attività di retail media e il miglioramento dell’esperienza nei punti vendita abbiano contribuito a creare basi solide per la crescita futura del gruppo.
Tra i dati più significativi emerge l’aumento del 2,9% delle vendite a parità di rete, escluse le vendite di carburante, quasi il doppio rispetto all’incremento dell’1,5% registrato nell’esercizio precedente. Un risultato che conferma il ritorno a una crescita più sostenuta dopo anni caratterizzati da una dinamica più moderata, anche rispetto ai livelli precedenti alla pandemia.
Particolarmente rilevante anche l’andamento dell’e-commerce, che ha superato i 16 miliardi di dollari di fatturato nel 2025 fiscale, rispetto ai circa 13 miliardi dell’anno precedente. La crescita delle vendite online è stata trainata soprattutto dalla forte domanda dei servizi di consegna a domicilio, diventati uno dei principali motori di sviluppo del gruppo.
L’espansione del business digitale arriva in una fase di profonda revisione della rete logistica dedicata all’online. Kroger ha infatti chiuso tre centri automatizzati per l’evasione degli ordini, scegliendo di concentrare maggiormente le attività sul fulfillment direttamente dai negozi, in una logica di maggiore efficienza operativa e riduzione dei costi.
Secondo Foran, l’e-commerce rappresenta oggi un asset strategico non solo per le vendite, ma anche per il business pubblicitario del retailer, che permette di generare ricavi aggiuntivi e finanziare investimenti sui prezzi bassi destinati ai consumatori. Il manager ha inoltre evidenziato che il business online dell’azienda dovrebbe diventare profittevole già nel corso di quest’anno, per la prima volta nella storia del gruppo.
Sul fronte occupazionale, Kroger conta oggi circa 403mila dipendenti, in lieve calo rispetto ai 409mila dell’anno precedente, ma il retailer ha continuato a investire sui salari. Nel 2025 la retribuzione oraria media ha superato i 20 dollari l’ora, un dollaro in più rispetto all’anno precedente, mentre considerando anche i benefit il compenso medio ha superato i 26 dollari l’ora.
Nel piano di rilancio del gruppo un ruolo centrale sarà giocato anche dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale. Foran ha spiegato che gli strumenti digitali serviranno a migliorare il lavoro degli addetti e a rendere più efficiente la gestione operativa, senza sostituire il ruolo delle persone nei punti vendita. Secondo il CEO, la tecnologia dovrà aiutare Kroger a comprendere meglio i quartieri serviti, individuare criticità in anticpo e fornire strumenti più semplici ai dipendenti.
Il retailer punta così a rafforzare ulteriormente la qualità delle proprie private label, investire sull’accessibilità dei prezzi e ampliare sia la rete fisica sia quella digitale, con l’obiettivo di consolidare la propria competitività nel mercato americano della distribuzione alimentare.



















