Export alimentare positivo a luglio, giù del 10,1% le importazioni agricole

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Il commercio estero italiano mantiene un andamento positivo a luglio 2026, con una crescita delle esportazioni che coinvolge anche l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco, sebbene a un ritmo più contenuto rispetto alla media nazionale. Secondo le stime dell’Istat, l’export complessivo è aumentato dello 0,3% rispetto a giugno, mentre le importazioni sono diminuite dell’1,2%.

Il lieve incremento mensile delle vendite all’estero è il risultato di un aumento del 6,9% sui mercati extra Ue e di una flessione del 5,6% nell’area comunitaria. La dinamica è stata influenzata dalle operazioni della cantieristica navale registrate a giugno e luglio, al netto delle quali la crescita congiunturale dell’export sarebbe stata dell’1%.

Nel trimestre compreso tra maggio e luglio, rispetto ai tre mesi precedenti, le esportazioni sono cresciute dell’1,3%, mentre le importazioni hanno segnato un aumento del 2,8%. Su base annua, le vendite italiane all’estero sono salite del 4,7% in valore, nonostante una diminuzione dell’1,7% dei volumi.

All’interno di questo quadro, l’export delle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco ha registrato a luglio un incremento tendenziale dello 0,8%, mostrando una tenuta del made in Italy agroalimentare, pur senza fornire uno dei contributi principali alla crescita complessiva. Più debole è stato invece l’andamento del settore primario, con le esportazioni di prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca diminuite dello 0,6% rispetto a luglio 2025.

Dal lato degli acquisti dall’estero emerge una contrazione più marcata: le importazioni di prodotti alimentari, bevande e tabacco sono scese del 5,3% su base annua, mentre quelle di prodotti agricoli, della silvicoltura e della pesca hanno registrato una flessione del 10,1%. I dati indicano quindi una riduzione degli approvvigionamenti esteri agroalimentari sensibilmente superiore a quella delle vendite italiane sui mercati internazionali.

Anche i prezzi all’importazione offrono indicazioni significative per il settore. A luglio quelli delle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco sono diminuiti del 3,1% su base annua per i prodotti provenienti dall’area euro, mentre per gli acquisti effettuati nei Paesi esterni alla moneta unica è stato rilevato un aumento dell’1,1%.

Nel complesso, l’export nazionale è cresciuto maggiormente verso i mercati extra Ue, con un incremento del 6,6%, rispetto al +2,7% registrato nell’area comunitaria. Le importazioni sono invece aumentate del 4,6% in valore, ma sono diminuite del 2,7% in volume, confermando il peso esercitato dalla dinamica dei prezzi.

A sostenere maggiormente le esportazioni sono stati i metalli e i prodotti in metallo, cresciuti del 13,8%, il coke e i prodotti petroliferi raffinati, in aumento del 27,3%, e l’insieme comprendente articoli sportivi, giochi, preziosi e strumenti medici, avanzato del 15,9%.

Sul piano geografico, la Svizzera ha fornito il maggiore contributo positivo all’export italiano, con una crescita del 39,6%, seguita dai Paesi Opec, con il 26,3%, e dalla Cina, con il 27,6%. Il contributo negativo più rilevante è arrivato invece dai mercati Asean, verso i quali le esportazioni sono diminuite del 26,9%.

Nei primi sette mesi del 2026 le esportazioni italiane sono cresciute complessivamente del 4,6%, un risultato leggermente superiore al +4,3% delle importazioni. L’avanzo commerciale ha così raggiunto 32,9 miliardi di euro, rispetto ai 30,6 miliardi dello stesso periodo del 2025.

Nel solo mese di luglio il saldo positivo è salito da 7,83 a 8,24 miliardi di euro, nonostante l’ampliamento del deficit energetico da 4,12 a 5,52 miliardi. L’avanzo relativo ai prodotti non energetici è invece aumentato da 11,95 a 13,76 miliardi, mentre i prezzi complessivi all’importazione sono cresciuti dello 0,4% su base mensile e del 5% rispetto a un anno prima.

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