Operazione Kenvue da 40 miliardi, Kimberly-Clark tratta con Bruxelles

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Kimberly-Clark prepara alcune concessioni per rispondere alle perplessità dell’Unione europea sulla prevista acquisizione di Kenvue, operazione da circa 40 miliardi di dollari che riunirebbe in un unico gruppo alcuni dei marchi più conosciuti nei settori della cura della persona, dell’igiene e dei prodotti sanitari da banco.

Secondo quanto riferito a Reuters da alcune fonti vicine al dossier, le misure correttive potrebbero consentire alla società statunitense di ottenere il via libera di Bruxelles già al termine dell’esame preliminare, evitando l’apertura di un’indagine approfondita della durata di quattro mesi.

La Commissione europea, responsabile dell’applicazione delle norme sulla concorrenza nell’Unione, dovrebbe comunicare formalmente a Kimberly-Clark le proprie riserve nel corso di questa settimana, delineando le aree nelle quali l’integrazione con Kenvue potrebbe ridurre la concorrenza.

A quel punto il produttore dei fazzoletti Kleenex e dei pannolini Huggies dovrà decidere se presentare immediatamente le concessioni richieste, in modo da cercare di ottenere l’autorizzazione entro la conclusione della prima fase dell’istruttoria, fissata per il 29 settembre.

L’alternativa sarebbe attendere l’avvio di un’indagine completa, che comporterebbe tempi più lunghi e un esame maggiormente dettagliato degli effetti dell’operazione sui diversi mercati europei nei quali sono presenti le due società.

La natura delle possibili misure non è stata resa nota, ma nei procedimenti antitrust relativi a grandi concentrazioni industriali le aziende possono proporre la vendita di attività o marchi, la rinuncia a determinate linee di prodotto oppure altri impegni finalizzati a preservare la concorrenza.

La Commissione europea non ha voluto commentare le indiscrezioni, mentre Kimberly-Clark e Kenvue non hanno risposto alle richieste di chiarimento inviate da Reuters.

L’operazione, annunciata nel novembre dello scorso anno, permetterebbe a Kimberly-Clark di affiancare al proprio portafoglio i prodotti di largo consumo e per la salute di Kenvue, società proprietaria, tra gli altri, di Tylenol, Listerine, Aveeno e Neutrogena.

La prospettiva di una soluzione delle questioni sollevate a Bruxelles è stata accolta positivamente dai mercati, con il titolo Kimberly-Clark salito di oltre il 2,7% nelle prime contrattazioni e le azioni Kenvue in progresso del 2,3%.

Il dossier ha già ottenuto alcune autorizzazioni in altri Paesi, sebbene accompagnate da condizioni destinate a limitare gli effetti della concentrazione su specifici segmenti del mercato.

In Australia le autorità hanno dato il via libera all’acquisizione imponendo la cessione dei marchi di prodotti per l’igiene femminile Carefree e Stayfree, mentre in Sudafrica l’operazione ha ricevuto un’autorizzazione condizionata nel mese scorso.

Le decisioni assunte fuori dall’Europa indicano che le autorità di regolamentazione non intendono necessariamente fermare l’accordo, ma stanno valutando eventuali sovrapposizioni tra i marchi e la necessità di mantenere una scelta sufficiente per consumatori e distributori.

La fusione arriva inoltre in una fase complessa per l’industria dei beni di consumo, alle prese con famiglie più attente ai prezzi, una domanda orientata alla convenienza e costi che continuano a comprimere i margini.

Molte aziende stanno rispondendo attraverso confezioni più piccole, una maggiore selezione degli assortimenti e l’eliminazione delle attività meno redditizie, mentre le grandi acquisizioni vengono considerate uno strumento per aumentare la scala e rafforzare il potere contrattuale.

Per Kimberly-Clark, l’ingresso nei prodotti sanitari da banco e nella cura della pelle rappresenterebbe un’importante diversificazione rispetto alle categorie tradizionali dell’igiene personale e domestica.

Kenvue, nata dallo scorporo delle attività consumer di Johnson & Johnson, porterebbe invece in dote una rete globale e marchi caratterizzati da un’elevata riconoscibilità.

L’esito del confronto con Bruxelles dipenderà ora dalla capacità di Kimberly-Clark di formulare impegni considerati sufficienti dalla Commissione senza ridurre eccessivamente il valore industriale e commerciale dell’acquisizione.

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