Store Check: Interspar Adigeo, il fuori pasto dolce punta su marche leader e promozioni

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Nel superstore veronese abbiamo rilevato 338 referenze in 9,31 metri lineari. Haribo domina le caramelle, Lindt guida il cioccolato, mentre la MDD si ferma al 7,1%. La promozione diventa così la principale leva di convenienza.

Il 21 settembre uscirà il nuovo numero della rivista Retail Link che vanta ad oggi circa 60 mila download dello sfogliabile, numeri molto importanti che confermano la bontà dell’iniziativa editoriale, e uno dei mercati che approfondiremo insieme a NIQ sarà quello del fuori pasto dolce.

Una settimana dopo, il 29 settembre, sarà invece pubblicato il nuovo report realizzato da GDO Data sulla categoria: centinaia di grafici dedicati non soltanto alle vendite nella GDO, ma anche alle propensioni dei consumatori italiani e alle dinamiche dell’export.

Due manuali complementari e fondamentali per conoscere le prestazioni del comparto nel 2026, comprenderne l’evoluzione e individuare gli spazi di crescita per industria e distribuzione.

In attesa delle due pubblicazioni GDO Data, per conto di Cibus Link, è entrata nell’Interspar del centro commerciale Adigeo di Verona per osservare come il mercato prende concretamente forma sullo scaffale. Il punto vendita, un superstore di circa 2.000 mq, dedica al fuori pasto dolce sette moduli da 1,33 metri, per un totale di 9,31 metri lineari (non pochi per il formato). Abbiamo contato 338 referenze, equivalenti a 36,3 SKU per metro: una densità elevata, espressione di una strategia orientata alla produttività dello spazio.

L’assortimento assegna un ruolo prevalente alle caramelle: 187 referenze, pari al 55,3% della numerica, contro 151 tra tavolette, praline e snack al cioccolato. Per l’industria il messaggio è chiaro: Interspar concentra l’offerta sui segmenti ad alta rotazione e costruisce blocchi di marca immediatamente riconoscibili, rinunciando in parte alla lunga coda assortimentale tipica dell’ipermercato.

Nelle caramelle il leader assoluto è Haribo, con 38 referenze e l’11,2% dell’intero scaffale. Seguono Sperlari con 27, Dietorelle con 16, Monk’s con 12 e Ricola con 11. Le prime cinque marche raggiungono complessivamente 104 SKU e rappresentano oltre la metà del comparto. È una concentrazione importante: per conquistare visibilità, i concorrenti non devono misurarsi soltanto con il numero delle referenze dei leader, ma anche con la continuità dei loro blocchi espositivi.

Nel cioccolato la competizione è più distribuita: Lindt guida con 26 referenze, davanti a Novi con 20, alla MDD Despar con 19, a Milka con 15 e a Kinder con 12. Seguono Witor’s con 8 e KitKat con 7. Lindt e Novi occupano insieme quasi un terzo della numerica del cioccolato, mentre Kinder beneficia di una presenza capace di trasferire immediatamente sul lineare notorietà e riconoscibilità.

La marca del distributore conta complessivamente 24 referenze, appena il 7,1% delle 338 osservate. Diciannove sono tavolette Despar e Despar Premium, mentre soltanto cinque appartengono a S-Budget nelle caramelle. La MDD presidia dunque bene una porzione del cioccolato, con una scala compresa fra 0,99 e 2,99 euro e un prezzo medio di 1,96 euro, ma non governa trasversalmente la categoria. Despar Premium prova ad avvicinarsi ai territori di Lindt e Novi attraverso origini del cacao, percentuali elevate e inclusioni; rimangono invece poco coperti dalla marca dell’insegna gommose, snack e prodotti balsamici.

Anche il primo prezzo appare circoscritto. Abbiamo individuato nove referenze strutturali di ingresso, cinque delle quali S-Budget, con una soglia minima di 0,99 euro. Nel cioccolato manca però un blocco economy altrettanto evidente. È la promozione industriale a colmare questa distanza: Haribo scende temporaneamente fra 1,03 e 1,43 euro, arrivando quasi a sovrapporsi al primo prezzo della MDD.

Le referenze in offerta o ribasso sono infatti 38, pari all’11,2% dello scaffale. I cartellini gialli e gli sconti del 20% su Haribo diventano parte integrante dell’architettura espositiva. La promozione non agisce soltanto sul sell-out: rafforza la leadership visiva della marca, genera convenienza percepita e riduce lo spazio competitivo disponibile per S-Budget e per i produttori minori.

Anche le scale prezzo raccontano posizionamenti differenti: Haribo presenta una media promozionale di 1,31 euro, Ricola di 1,55 e Dietorelle di 1,88. Nel cioccolato Milka si colloca mediamente a 1,92 euro, Novi a 3,24, Kinder a 3,38 e Lindt a 3,45. Witor’s sale a 4,10 euro, mentre Baci Perugina raggiunge una media di 7,74 euro e un massimo di 14,99, condizionato dalle confezioni di maggiore valore.

Quello di Interspar Adigeo è, in conclusione, uno scaffale altamente produttivo e fortemente industriale: meno enciclopedico, molto concentrato sulle grandi marche e sostenuto da una pressione promozionale evidente. Per i produttori, entrare non significa soltanto ottenere un listing, ma anche dimostrare rotazione, costruire un’identità visiva netta e trovare una posizione credibile fra leader promozionati, MDD e fasce premium.

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