Il quick commerce alimentare torna al centro delle strategie della grande distribuzione tedesca, dopo essere stato considerato da molti un modello ormai superato in seguito all’uscita di scena di operatori come Gorillas e Getir. La fine di numerose piattaforme specializzate, sostenute inizialmente da ingenti capitali ma incapaci di costruire attività economicamente sostenibili, non ha infatti cancellato l’abitudine dei consumatori a ricevere rapidamente prodotti alimentari e beni di prima necessità.
Il mercato si è semplicemente spostato verso le grandi applicazioni di consegna, con Lieferando, Wolt e Uber Eats impegnate a trasformarsi in piattaforme universali attraverso le quali ordinare non soltanto piatti pronti, ma anche la spesa quotidiana. In Germania questo servizio è stato finora sviluppato soprattutto attraverso accordi con chioschi, piccoli commercianti e operatori indipendenti, mentre le collaborazioni con la distribuzione moderna sono rimaste limitate e spesso funzionali al rifornimento di format propri, come Wolt Market.
Rewe ha deciso ora di cambiare passo, annunciando l’intenzione di costruire una presenza nazionale nel quick commerce attraverso tutte e tre le principali piattaforme attive sul mercato tedesco. Il progetto prevede di utilizzare direttamente la rete dei supermercati per la preparazione degli ordini, portando su scala più ampia un modello già sperimentato all’estero ma finora assente nel panorama tedesco.
La scelta mostra come il gruppo di Colonia consideri le consegne immediate un canale destinato ad assumere una rilevanza crescente, pur rimanendo ancora marginale rispetto alle dimensioni complessive del commercio alimentare. Secondo le previsioni di mercato richiamate da Supermarktblog, il quick commerce potrebbe raggiungere in Germania un fatturato di 1,3 miliardi di euro entro il 2030, una cifra contenuta rispetto al valore totale del settore, ma significativa in un segmento nel quale nessuna grande insegna tradizionale dispone ancora di una presenza consolidata.
Rewe può contare inoltre sul lavoro svolto negli ultimi anni per sviluppare il proprio servizio di ritiro della spesa, che ha reso molti punti vendita più preparati a gestire ordini digitali, attività di picking e rapporti con differenti canali di vendita.
Questa infrastruttura potrebbe consentire al gruppo di integrare le consegne rapide senza costruire una costosa rete autonoma di dark store, sfruttando invece assortimenti, personale e disponibilità dei negozi già presenti sul territorio.
L’espansione non sarà probabilmente immediata, ma nel corso dei prossimi mesi Rewe potrebbe portare il servizio in numerose città tedesche, beneficiando contemporaneamente della visibilità offerta da Lieferando, Wolt e Uber Eats. Il vantaggio competitivo risiede proprio nella combinazione tra una rete nazionale di supermercati, l’esperienza maturata con gli ordini online e la presenza sulle applicazioni che i consumatori utilizzano già per le consegne a domicilio.
La mossa rappresenta soprattutto una sfida per Edeka, che dispone di un’estesa rete commerciale ma di una struttura fortemente decentralizzata, nella quale molti punti vendita sono gestiti da imprenditori indipendenti. Coordinare assortimenti, preparazione degli ordini, prezzi e disponibilità su più piattaforme potrebbe quindi risultare più complesso, mentre Rewe appare nelle condizioni di muoversi con maggiore uniformità.
Anche Kaufland e dm dovranno valutare la crescita del canale, sebbene operino con formati e assortimenti differenti e non siano necessariamente chiamati a replicare integralmente il modello scelto da Rewe. Il tema centrale sarà la sostenibilità economica delle consegne rapide, perché commissioni delle piattaforme, preparazione degli ordini e trasporto possono comprimere margini già limitati, soprattutto quando il valore medio della spesa è basso.
Rewe sembra tuttavia aver compreso prima dei concorrenti che il fallimento degli operatori specializzati non coincide con la scomparsa della domanda, ma con il passaggio verso un sistema fondato sull’integrazione tra negozi fisici e grandi piattaforme digitali. Se il progetto funzionerà, il gruppo potrà assicurarsi un vantaggio difficilmente recuperabile nel breve periodo, costringendo Edeka e le altre insegne tedesche a decidere se entrare rapidamente nel quick commerce oppure lasciare a Rewe uno spazio crescente nella spesa alimentare immediata.



















