L’Europa si conferma il principale mercato di riferimento per l’ortofrutta spagnola, che nel primo semestre del 2026 ha registrato una crescita del valore delle esportazioni nonostante una lieve flessione dei quantitativi. Secondo i dati del Dipartimento delle dogane e delle imposte speciali, elaborati da Fepex, le vendite all’estero hanno raggiunto 6,5 milioni di tonnellate, in calo dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il valore è aumentato del 6%, attestandosi a 11,6 miliardi di euro.
L’Unione europea ha assorbito l’84% dei volumi esportati, pari a 5,5 milioni di tonnellate, e l’82% del valore complessivo, per 9,55 miliardi di euro. Un peso che conferma quanto l’andamento dei mercati comunitari continui a incidere sui risultati del comparto spagnolo, mentre il Regno Unito mantiene un ruolo centrale fra le destinazioni esterne all’Ue.
La Germania ha consolidato la propria posizione di primo cliente, acquistando 1,9 milioni di tonnellate di frutta e verdura spagnole, con un incremento dello 0,9%. Più marcata la crescita del valore, salito del 6,3% a 3,47 miliardi di euro, mentre la Francia, secondo mercato di destinazione, ha registrato una contrazione dei quantitativi del 3,5%, a 1,14 milioni di tonnellate, accompagnata da un aumento del 4,7% del valore, a 1,81 miliardi.
Un andamento analogo ha caratterizzato i Paesi Bassi, dove i volumi sono diminuiti del 3,4%, fermandosi a 498.325 tonnellate, mentre il valore delle esportazioni è cresciuto del 5,6%, raggiungendo 944 milioni di euro.
Fra i principali mercati comunitari si distingue l’Italia, che ha aumentato gli acquisti sia in quantità sia in valore: le importazioni di ortofrutta spagnola hanno raggiunto 358.912 tonnellate, in crescita del 6,9%, per una spesa di 579 milioni di euro, superiore dell’11,3% a quella del primo semestre 2025.
Anche il Portogallo ha mostrato un’espansione su entrambi i fronti, con 435.461 tonnellate acquistate, il 3,8% in più, e un valore di 490 milioni di euro, in aumento del 5,9%. In Polonia, invece, i quantitativi sono scesi del 3,7%, a 290.325 tonnellate, mentre il valore è salito dell’8%, raggiungendo 521 milioni.
Al di fuori dell’Unione europea, il Regno Unito resta la prima destinazione dell’ortofrutta spagnola, con 717.444 tonnellate, in diminuzione del 3%, e un valore di 1,41 miliardi di euro, cresciuto del 2,1%. Segue, fra i mercati europei extracomunitari, la Svizzera, che ha acquistato 105.901 tonnellate, il 4% in meno, per 290 milioni di euro, con un incremento dell’8,9%. In Norvegia sono invece diminuiti sia i volumi, del 6,1%, sia il valore, del 5,7%.
Le destinazioni extraeuropee hanno registrato una crescita dei quantitativi del 18%, raggiungendo 151.111 tonnellate, mentre il valore è aumentato del 5%, a 198,4 milioni di euro. Il loro contributo rimane tuttavia limitato al 2,3% dei volumi complessivi e all’1,7% del valore delle esportazioni.
Fra questi sbocchi Fepex segnala il Canada, con 7.839 tonnellate e 14,7 milioni di euro, e l’Arabia Saudita, con 8.872 tonnellate e 14,6 milioni. Secondo l’organizzazione, la crescita disomogenea dei mercati più lontani conferma il ruolo dell’Europa come destinazione naturale dell’ortofrutta spagnola e l’importanza strategica di mantenere la competitività del settore nei suoi mercati tradizionali.



















