Il gruppo agroalimentare catalano bonÀrea Corporació chiude il 2025 con risultati in crescita e, soprattutto, con il superamento per la prima volta della soglia dei 100 milioni di utile netto, confermando la tenuta del modello integrato in un contesto internazionale ancora caratterizzato da volatilità e pressione sui costi. Nel dettaglio, la società ha registrato un fatturato di 2,826 miliardi di euro, in aumento del 5,4% rispetto all’anno precedente, mentre l’utile netto si è attestato a 102,69 milioni di euro, in crescita del 15,6%. Un risultato che rappresenta un punto di svolta nella storia del gruppo e che rafforza la sostenibilità del modello di integrazione verticale senza intermediari.
Proprio questo modello, che consente di controllare l’intera filiera – dalla produzione agricola e zootecnica fino alla trasformazione, logistica e vendita – si conferma uno dei principali driver di competitività, permettendo efficienza operativa e controllo dei prezzi al consumo. Come sottolineato dall’amministratore delegato Ramon Alsina Cornellana, il 2025 ha dimostrato ancora una volta la capacità del gruppo di affrontare scenari complessi grazie a una struttura costruita in oltre 65 anni e fortemente radicata nel territorio rurale, con un piano di espansione destinato a proseguire anche nel 2026.
Sul fronte operativo, l’area dell’alimentazione umana si conferma centrale, con 1,634 miliardi di euro di ricavi (+6,74%) e 477 milioni di chili di prodotto venduto (+1,74%). In crescita anche il canale food service, che segna un +16%, sostenuto dalla domanda di ristorazione e ospitalità. Tra le categorie più dinamiche si segnalano carni bovine, uova, trasformati, liquidi e grocery secco.
La divisione mangimi ha chiuso l’anno con 477 milioni di euro di fatturato e una produzione di 1,387 milioni di tonnellate (+3,5%), grazie all’ottimizzazione dei costi delle materie prime e al miglioramento dell’efficienza logistica. Forte accelerazione anche per la sanità animale e i servizi agropecuari, che raggiungono 28,2 milioni di euro di ricavi (+24,1%), sostenuti dall’entrata in funzione di nuove strutture nel polo di Épila, in Aragona, e dalla crescita nelle vendite di sementi e fertilizzanti.
L’area energia ed engineering contribuisce invece con 652 milioni di euro (+5,5%), grazie anche alla rete di 66 stazioni di servizio e a un volume distribuito di 575 milioni di litri di carburante (+10,3%). Sul piano occupazionale, il gruppo ha creato 193 nuovi posti di lavoro nel corso dell’anno, portando l’organico a 6.611 dipendenti, mentre il sistema produttivo si basa su una rete di oltre 4.500 allevatori e agricoltori partner.
Rilevante anche il fronte degli investimenti, pari a 113,45 milioni di euro nel 2025, destinati in particolare allo sviluppo del polo alimentare di Épila, all’ottimizzazione del complesso di Guissona e al rafforzamento della rete commerciale. In chiave sostenibilità, il gruppo ha avviato il progetto “Retorna”, sistema di riutilizzo degli imballaggi che ha già consentito di evitare oltre 72.000 vaschette monouso nella fase pilota, con un tasso di restituzione del 60%, e che sarà esteso a tutta la Catalogna nel 2026.
La rete retail ha raggiunto 612 punti vendita, con 37 nuove aperture nel corso dell’anno e vendite complessive pari a 1,301 miliardi di euro (+5,24%), trainate da una forte incidenza della marca privata, che rappresenta l’81% del totale. L’espansione proseguirà anche nel 2026, con 20 nuove aperture e 19 interventi tra trasferimenti e ampliamenti, per ulteriori 7.000 metri quadrati di superficie commerciale, consolidando la presenza sia nei grandi centri urbani sia nei territori rurali.
Parallelamente, bonÀrea Cooperativa ha chiuso il 2025 con 360 milioni di euro di fatturato (+10,93%) e un utile netto di 6,56 milioni (+28,37%), sostenuto da una base di oltre 11.600 soci e da investimenti per 12,14 milioni di euro. Nel complesso, i risultati confermano bonÀrea come uno dei modelli più strutturati e integrati del panorama agroalimentare europeo, con una crescita che poggia su filiera corta, marca privata e forte radicamento territoriale.



















