Inflazione e consumi nelle carni Uk: cala il bovino, regge l’agnello, il suino accelera nei ready-to-cook

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Il mercato retail delle carni nel Regno Unito evidenzia dinamiche differenziate tra bovino, ovino e suino, con un elemento comune rappresentato dalla pressione inflattiva che continua a incidere sulle scelte di acquisto delle famiglie. Nel comparto bovino, secondo i dati diffusi da AHDB, nelle ultime 12 settimane la spesa è aumentata dell’8,8%, sostenuta da un incremento medio dei prezzi del 16,4%, che ha però determinato una contrazione dei volumi del 6,5%, segnalando una domanda sotto pressione.

Nel dettaglio, i tagli primari di manzo registrano una flessione del 9,1% nei volumi, con un calo diffuso su tutte le categorie. La carne macinata registra la flessione più significativa in termini assoluti (-2.988 tonnellate), pari a un -8,2% su base annua, a causa di un aumento medio dei prezzi del 27,3% che ha ridotto sia il numero di acquirenti sia i volumi per atto di acquisto. In calo anche il segmento del trasformato bovino, che segna un -6,8% nei volumi, trainato dalla contrazione di burger e prodotti da griglia (-7,7%), dove si osserva un calo del numero di acquirenti.

Più resiliente il segmento a valore aggiunto, che limita la flessione a -0,6%, con il sous vide in controtendenza (+1,9%) grazie a maggiori volumi per singola occasione di acquisto, senza tuttavia compensare il calo di ready-to-cook e prodotti marinati. Nel comparto ovino il quadro appare meno critico: i volumi calano dell’1,7%, mentre la spesa cresce del 9,2%, sostenuta da un incremento dei prezzi medi dell’11%, a conferma di una domanda relativamente più stabile rispetto al bovino.

I tagli primari di agnello segnano un -1,9% nei volumi, ma con alcune eccezioni positive, come le cosce da arrosto che crescono del 4,9% (+114 tonnellate), grazie all’aumento sia degli acquirenti sia dei volumi per occasione di acquisto. Il trasformato ovino registra un -1,8% nei volumi, penalizzato soprattutto dai prodotti da griglia, mentre il segmento a valore aggiunto cresce dello 0,9%, trainato in particolare dai prodotti marinati (+9,9%).

Nel comparto suino emerge una dinamica più articolata e resiliente: i volumi complessivi calano del 2,3%, con una flessione della spesa dello 0,6% e un incremento contenuto dei prezzi (+1,7%). I tagli primari di suino crescono dell’1,1% nei volumi, con buone performance per i prodotti da arrosto (+2,2%), sostenute da un aumento dei volumi per atto di acquisto.

Particolarmente rilevante il balzo della carne macinata suina, che segna un +39,3% (+1.644 tonnellate), grazie all’incremento sia degli acquirenti sia della frequenza di acquisto, indicando uno spostamento verso soluzioni più accessibili. Al contrario, il segmento del trasformato suino cala del 4,3%, nonostante la crescita del gammon (+8,6%), che non riesce a compensare le flessioni delle altre categorie.

Decisamente positivo invece il segmento a valore aggiunto, che registra un incremento del 16,8% nei volumi, trainato dal sous vide (+22,2%) e soprattutto dai prodotti ready-to-cook (+40,4%), sostenuti da una maggiore penetrazione e da volumi più elevati per atto di acquisto. Nel complesso, l’inflazione continua a ridefinire le scelte di acquisto delle famiglie, penalizzando le proteine più costose come il manzo e favorendo categorie più accessibili e soluzioni ad alto contenuto di servizio, in linea con una crescente ricerca di convenienza e praticità

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