Vendite alimentari in crescita a valore, ma i volumi restano in calo: i consumi frenano ancora

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Telegram
Email
Print

Le vendite alimentari tornano a crescere in valore, ma i consumatori continuano a comprare meno quantità. È questa l’indicazione principale che emerge dai dati Istat sul commercio al dettaglio di maggio 2026, che confermano un mercato sostenuto dall’effetto prezzi più che da una reale espansione dei consumi.

Nel mese di maggio le vendite al dettaglio dei prodotti alimentari sono aumentate dello 0,2% sia in valore sia in volume rispetto ad aprile, segnale di una moderata ripresa sul piano congiunturale. Anche il comparto non alimentare registra la stessa variazione positiva, contribuendo a un incremento complessivo dello 0,2% del commercio al dettaglio.

Il quadro cambia osservando il confronto con lo stesso mese del 2025. Le vendite alimentari crescono infatti del 2% in valore, ma arretrano dello 0,4% in volume. In altre parole, la spesa complessiva aumenta, mentre le quantità acquistate continuano a diminuire, evidenziando come il settore agroalimentare risenta ancora dell’impatto dell’inflazione e della cautela delle famiglie nei consumi.

Il bilancio dei primi cinque mesi dell’anno conferma questa tendenza. Tra gennaio e maggio 2026 il comparto alimentare registra un incremento del 2,5% in valore, mentre i volumi risultano sostanzialmente stabili ma ancora in territorio negativo (-0,1%).

Più incoraggianti i dati del trimestre marzo-maggio, durante il quale le vendite alimentari aumentano dell’1,1% in valore e dello 0,3% in volume rispetto ai tre mesi precedenti. Si tratta di un segnale di graduale recupero della domanda, anche se ancora insufficiente a invertire completamente la tendenza osservata nell’arco degli ultimi dodici mesi.

Analizzando i diversi canali distributivi emerge una sostanziale tenuta della grande distribuzione organizzata. Le vendite alimentari della Gdo crescono infatti del 2,7% in valore e dello 0,2% in volume rispetto a maggio dello scorso anno.

All’interno della grande distribuzione, i supermercati registrano un aumento del 2,5% in valore e dello 0,1% in volume, mentre i discount alimentari confermano il proprio ruolo di traino con un incremento del 2,8% in valore e dello 0,4% in volume. Gli ipermercati, invece, mostrano ancora qualche difficoltà: il valore cresce del 2,3%, ma i volumi diminuiscono dello 0,3%.

Più complessa la situazione per i negozi di prossimità. Le imprese operanti su piccole superfici specializzate nell’alimentare registrano infatti una flessione dello 0,3% in valore e del 2,7% in volume, segnale delle difficoltà che continuano a interessare il dettaglio tradizionale.

Nel complesso, l’Istat evidenzia come a maggio il commercio al dettaglio presenti una moderata crescita sia in valore sia in volume, ma sottolinea anche che, su base annua, l’incremento dei volumi riguarda esclusivamente il comparto non alimentare. Per l’agroalimentare resta quindi aperta la sfida di riportare in crescita le quantità acquistate, oltre al semplice aumento della spesa sostenuta dalle famiglie.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Pocket
WhatsApp
Non perdere niente! Iscriviti alla nostra newsletter.

Lascia un commento