Gli Stati Uniti hanno annunciato che non rinnoveranno l’accordo commerciale nordamericano USMCA nella sua forma attuale, aprendo una nuova fase di negoziati con Canada e Messico destinata a ridefinire uno dei più importanti trattati di libero scambio al mondo. La decisione, comunicata dal rappresentante commerciale statunitense Jamieson Greer, non comporta però l’immediata uscita dall’intesa, che rimarrà in vigore fino alla conclusione del processo di revisione o a un’eventuale cessazione formale.
L’USMCA (United States-Mexico-Canada Agreement), il trattato di libero scambio tra Stati Uniti, Canada e Messico entrato in vigore nel 2020 in sostituzione del NAFTA, disciplina ogni anno scambi commerciali per circa 1.600 miliardi di dollari, rappresentando un pilastro per le filiere manifatturiere e agroalimentari del Nord America.
Secondo Greer, Washington intende affrontare quelle che considera le principali criticità dell’accordo, in particolare gli squilibri commerciali con Canada e Messico. “Gli Stati Uniti continueranno a confrontarsi con Messico e Canada per risolvere le carenze dell’accordo e i nostri deficit commerciali”, ha dichiarato, precisando che l’intesa resterà comunque operativa durante i negoziati.
Il prossimo appuntamento è fissato per il 20 luglio, quando Stati Uniti e Messico avvieranno il terzo round di colloqui bilaterali dedicati alla revisione dell’accordo.
La posizione dell’amministrazione americana era stata anticipata già nelle scorse settimane dal presidente Donald Trump, che aveva espresso dubbi sulla convenienza dell’attuale assetto commerciale, criticando gli squilibri nei rapporti con i due partner nordamericani.
Dal Canada è arrivato un messaggio improntato alla continuità. Il ministro del Commercio Interno Dominic LeBlanc ha ricordato che l’USMCA rimane pienamente valido per altri dieci anni e che potrà essere rinnovato in qualsiasi momento per un ulteriore periodo di sedici anni.
LeBlanc ha inoltre sottolineato l’importanza di proseguire il dialogo per garantire che il quadro commerciale continui a sostenere prosperità e competitività del Nord America. Tra le priorità di Ottawa figurano anche le discussioni sui dazi che riguardano acciaio, alluminio, automobili e legname canadesi.
Anche l’industria dei beni di largo consumo guarda con attenzione alla revisione dell’accordo. Melissa Hockstad, presidente e CEO della Consumer Brands Association statunitense, ritiene che il processo rappresenti un’opportunità per rafforzare la competitività manifatturiera nordamericana, consolidare gli investimenti e garantire maggiore stabilità alle catene di approvvigionamento.
Dal lato canadese, Michael Graydon, amministratore delegato di Food Health & Consumer Products of Canada, osserva che l’esito non è stato una sorpresa, ma evidenzia la necessità di un confronto costruttivo che offra alle imprese la certezza necessaria per pianificare investimenti e attività.
Per il comparto alimentare e dei beni di consumo, la permanenza in vigore dell’USMCA rappresenta infatti un elemento essenziale. L’accordo continua a garantire la circolazione senza dazi di prodotti finiti, ingredienti, materie prime, imballaggi e macchinari lungo filiere profondamente integrate tra Stati Uniti, Canada e Messico.
Le associazioni industriali chiedono ora che la revisione dell’intesa preservi l’accesso esente da dazi e scongiuri l’introduzione di nuove barriere commerciali che potrebbero incidere sulla competitività delle imprese e sulla stabilità delle supply chain nordamericane. Per il settore food & beverage, l’evoluzione dei negoziati sarà osservata con particolare attenzione, considerando la forte integrazione produttiva e logistica tra i tre mercati.



















