L’aumento dei costi logistici torna a farsi sentire lungo la filiera agroalimentare italiana. Nel primo trimestre del 2026 i prezzi alla produzione dei servizi destinati al mercato business (BtoB) sono cresciuti dell’1,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,7% su base annua, con il comparto dei trasporti e del magazzinaggio che si conferma il principale motore dei rincari.
Si tratta di un segnale che interessa da vicino l’industria del food & beverage, chiamata a gestire costi di movimentazione, stoccaggio e distribuzione in una fase in cui molte materie prime mostrano invece una maggiore stabilizzazione.
Secondo l’Istat, i prezzi dei servizi di trasporto e magazzinaggio sono aumentati del 2,7% sul trimestre precedente e del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Una dinamica sostenuta dagli incrementi registrati in tutti i principali segmenti della logistica.
Fra i dati più significativi spicca il trasporto marittimo, che mette a segno un aumento congiunturale del 3,9% e una crescita tendenziale del 6,7%, elemento particolarmente rilevante per gli importatori di materie prime alimentari e per gli esportatori italiani di olio d’oliva, vino, conserve, pasta e altri prodotti destinati ai mercati internazionali.
Sale anche il costo del trasporto merci su strada (+2,3% sul trimestre precedente e +3,8% su base annua), voce che pesa direttamente sulla distribuzione nazionale verso la grande distribuzione, il canale Horeca e il dettaglio alimentare.
In crescita anche il trasporto aereo delle merci (+4,9% congiunturale), utilizzato soprattutto per prodotti freschi ad alto valore aggiunto e referenze premium destinate all’export.
Aumenti interessano inoltre il magazzinaggio e le attività di supporto ai trasporti, con incrementi che confermano come la pressione sui costi della supply chain rimanga elevata nonostante il rallentamento registrato in altri comparti industriali.
Per le imprese alimentari il dato rappresenta un campanello d’allarme: dopo mesi caratterizzati da una graduale normalizzazione dei prezzi di diverse commodity agricole, la componente logistica torna infatti a incidere sui margini operativi.
Il quadro conferma che la competitività delle aziende del food & beverage dipenderà sempre più dalla capacità di ottimizzare trasporti, stoccaggi e pianificazione della distribuzione, contenendo l’impatto dei servizi sulla struttura dei costi.
L’indagine Istat evidenzia inoltre che, considerando il mercato complessivo business e consumer (BtoAll), i prezzi alla produzione dei servizi sono aumentati dell’1,2% sul trimestre e del 3% rispetto a un anno prima. All’interno di questo aggregato, le attività di alloggio e ristorazione registrano un incremento tendenziale del 7%, mentre i servizi di ristorazione segnano un +3,1%, confermando una persistente pressione sui costi dell’intera filiera dei consumi fuori casa.



















