In Australia il consumatore continua a fare i conti con un potere d’acquisto sotto pressione e Woolworths ne sta intercettando bene il cambio di comportamento. Più attenzione al prezzo, più promozioni, più marca privata. È su questo terreno che il principale retailer grocery del Paese ha chiuso l’esercizio sopra le attese e aperto il nuovo anno finanziario con un’accelerazione netta.
L’utile netto sottostante ha raggiunto 1,60 miliardi di dollari australiani, contro 1,39 miliardi dell’anno precedente e sopra le previsioni del mercato. Ma il dato che interessa di più il retail arriva dalle vendite food: +4,6% nell’esercizio, per un totale di 53,85 miliardi di dollari australiani.
Il gruppo attribuisce la crescita a volumi più alti e a una maggiore efficacia promozionale, in un contesto in cui le famiglie stanno spostando una quota crescente della spesa verso prodotti più convenienti e referenze a marchio del distributore.
Il confronto con Coles fotografa bene il momento. Woolworths ha chiuso con un utile superiore a quello del principale concorrente e, soprattutto, nelle prime otto settimane del nuovo esercizio ha registrato una crescita delle vendite food del 7,6%, contro il +3,7% della divisione supermercati di Coles.
Una parte del risultato è legata alla campagna Disney Ooshies, che secondo la società ha generato da sola tra 1,5 e 2 punti percentuali di crescita incrementale. Un contributo importante, ma difficilmente replicabile nel lungo periodo.
Più interessante, in prospettiva, è il peso crescente dell’online. Gli analisti considerano l’aumento della quota digitale un cambiamento più strutturale rispetto all’effetto temporaneo delle campagne collezionabili.
Il mercato ha premiato i numeri: il titolo Woolworths è salito fino al 6%, portandosi ai massimi dal 2021. Il gruppo ha inoltre alzato il dividendo finale da 45 a 52 centesimi australiani per azione.
Il dato di fondo, però, resta il comportamento del consumatore. Woolworths cresce perché sta leggendo meglio di altri una fase in cui convenienza, promozioni e private label pesano più del passato nelle decisioni di acquisto. Ed è proprio su queste leve che si giocherà il confronto con Coles nei prossimi mesi.



















