Spirits sotto pressione: Diageo frena nel primo semestre ma difende i margini

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Il gruppo Diageo si prepara a chiudere l’esercizio fiscale 2026 in un contesto complesso, segnato da debolezza della domanda negli Stati Uniti e dalla contrazione dei distillati bianchi cinesi (CWS), due fattori che peseranno sulla crescita organica dei ricavi. Secondo l’outlook diffuso con i risultati del primo semestre, il colosso delle bevande prevede un calo delle vendite organiche tra il 2% e il 3%, mentre l’utile operativo dovrebbe mantenersi stabile o crescere a un ritmo contenuto, sostenuto dai risparmi del programma “Accelerate” e da azioni di efficienza.

Nel primo semestre fiscale 2026, i ricavi organici hanno registrato una flessione del 2,8%, con volumi in calo dello 0,9% e un impatto negativo del price/mix pari all’1,9%. La performance positiva di Europa, America Latina e Africa non è stata sufficiente a compensare il rallentamento in Nord America e nell’area Asia-Pacifico. Proprio il Nord America si conferma l’area più critica: le vendite organiche sono scese del 6,8%, penalizzate dalla contrazione del segmento spirits negli Stati Uniti (-9,3%), dove persistono pressioni competitive e una domanda più debole, in particolare nella categoria tequila.

Al contrario, l’Europa ha mostrato segnali di resilienza con una crescita organica del 2,7%, trainata soprattutto da Turchia e area MENA, oltre che dal continuo slancio del brand Guinness, a fronte però di un calo dei volumi compensato da un miglioramento del mix prezzi. In Asia-Pacifico, il gruppo ha registrato una contrazione a doppia cifra (-11,1%), principalmente a causa del crollo dei distillati bianchi cinesi, mentre l’India continua a crescere a ritmo sostenuto. Dinamiche opposte emergono invece in America Latina e Caraibi (+4,5%) e in Africa (+10,9%), dove la crescita è diffusa e sostenuta sia da volumi sia da mix di prodotto.

Sul fronte finanziario, Diageo prevede per il 2026 un flusso di cassa libero di circa 3 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 2,7 miliardi dell’esercizio precedente, nonostante un impatto una tantum legato all’accumulo di scorte in vista dell’implementazione del sistema ERP SAP S/4 HANA nel 2027. Gli investimenti in conto capitale si attesteranno nella parte bassa del range previsto, tra 1,2 e 1,3 miliardi di dollari, mentre il tax rate è stimato intorno al 25% e il costo medio del debito al 4%.

Parallelamente, il gruppo prosegue il percorso di razionalizzazione del portafoglio, con diverse dismissioni già completate o in corso, tra cui la vendita di partecipazioni in Africa e in altre attività non core, con l’obiettivo di ridurre la leva finanziaria e rafforzare la generazione di cassa. Tra le operazioni più rilevanti, spicca l’accordo per la cessione della quota in East African Breweries, destinata a generare proventi netti per circa 2,3 miliardi di dollari, contribuendo a migliorare il profilo finanziario del gruppo.

Guardando avanti, il management ha confermato l’intenzione di aggiornare il mercato entro fine estate con una revisione strategica sotto la guida del nuovo CEO, focalizzata su tre priorità chiave: crescita sostenibile, disciplina finanziaria e rafforzamento competitivo nei mercati core. In un contesto globale ancora incerto, tra inflazione, dinamiche di consumo in evoluzione e tensioni commerciali, Diageo punta quindi su efficienza operativa e riallocazione del capitale per sostenere la redditività e preparare una nuova fase di sviluppo.

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