La sfida fra Danone e Nestlé Waters si sposta sulle acque premium e funzionali

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Il mercato delle acque in bottiglia continua a crescere e, con esso, si intensifica la competizione tra Danone e Nestlé Waters & Premium Beverages, i due principali protagonisti del settore. Se fino a pochi anni fa la battaglia si giocava quasi esclusivamente sulle acque minerali naturali, oggi il confronto si sta progressivamente spostando verso segmenti a maggiore valore aggiunto come le bevande aromatizzate, funzionali e premium.

Secondo i dati di Circana, nel 2025 il mercato delle acque imbottigliate ha registrato una crescita del 7% sia a volume sia a valore, sostenuta da condizioni climatiche favorevoli e da una crescente attenzione dei consumatori verso bevande con un ridotto contenuto di zuccheri. Una tendenza che sta favorendo l’espansione delle acque minerali e delle nuove referenze salutistiche.

Danone punta a valorizzare il proprio portafoglio di marchi, guidato da Evian, Volvic e Badoit, investendo sia nell’innovazione di prodotto sia nella tutela delle sorgenti. Lo scorso aprile, in occasione del bicentenario di Evian, il gruppo ha presentato la nuova versione frizzante del marchio e annunciato investimenti per 8 milioni di euro destinati alla protezione delle risorse idriche nei quattro siti francesi di acqua minerale.

L’investimento si aggiunge ai 17 milioni di euro già destinati negli ultimi dieci anni a progetti di conservazione ambientale. Durante l’evento, l’amministratore delegato Antoine de Saint-Affrique ha ribadito l’impegno dell’azienda nella salvaguardia delle sorgenti, sottolineando che la tutela della risorsa naturale rappresenta un elemento centrale della strategia del gruppo.

Il messaggio arriva in un momento particolarmente delicato per il comparto. Lo scandalo relativo al trattamento delle acque minerali, emerso nel 2024, continua infatti a influenzare il dibattito sull’intero settore. Pochi giorni prima della celebrazione di Evian, Nestlé Waters era comparsa davanti ai giudici francesi nell’ambito del procedimento riguardante l’abbandono di oltre 470 mila metri cubi di rifiuti nelle aree degli stabilimenti di Vittel e Contrexéville.

Pur senza citare direttamente il concorrente, Danone ha colto l’occasione per ribadire la propria interpretazione della normativa sulle acque minerali naturali. La posizione del gruppo è che un’acqua sottoposta a trattamenti che ne modificano le caratteristiche non possa più essere considerata minerale naturale, un principio richiamato più volte anche dalla direzione delle sorgenti minerali francesi dell’azienda.

Nel frattempo, anche Nestlé Waters continua a rafforzare il proprio portafoglio con marchi come Perrier, San Pellegrino, Vittel e Contrex, puntando su innovazione, premiumizzazione e ampliamento dell’offerta. L’obiettivo comune dei due gruppi è intercettare una domanda sempre più orientata verso bevande salutistiche e alternative ai soft drink tradizionali e agli alcolici.

La competizione tra i due colossi non riguarda quindi soltanto la leadership nelle acque minerali, ma anche la conquista dei segmenti a maggiore crescita, dove sostenibilità, qualità della risorsa e innovazione di prodotto rappresentano ormai i principali fattori competitivi. In un mercato in evoluzione, la capacità di coniugare tutela ambientale, fiducia dei consumatori e sviluppo di nuove categorie sarà determinante per consolidare la leadership futura.

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