Negli Stati Uniti cresce il peso dei supermercati indipendenti: aumentano vendite, occupazione e ricadute sul territorio

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Le catene della grande distribuzione continuano a dominare il mercato americano, ma i supermercati indipendenti confermano un ruolo sempre più centrale nell’economia degli Stati Uniti. Secondo la nuova analisi sull’impatto economico pubblicata dalla National Grocers Association e realizzata dalla Arizona State University, il comparto genera oggi 557,5 miliardi di dollari di attività economica annua, pari a quasi il 2% del Pil statunitense.

Lo studio fotografa un settore che vale 353,5 miliardi di dollari di vendite dirette e rappresenta il 38,4% dell’intero mercato retail alimentare americano, stimato in circa 920 miliardi di dollari. Una quota in crescita rispetto al 33% rilevato nel 2021, segnale di una maggiore attenzione dei consumatori verso insegne locali e regionali. Secondo la NGA, i retailer indipendenti continuano infatti a rafforzare il loro radicamento territoriale, svolgendo un ruolo chiave non solo nella distribuzione alimentare ma anche nel sostegno alle economie locali e alle filiere produttive.

L’analisi evidenzia come ogni dollaro speso nei supermercati indipendenti generi ulteriori 58 centesimi di ricadute economiche attraverso logistica, trasporti, fornitori e consumi delle famiglie. Circa un terzo dell’impatto economico complessivo del settore deriva proprio dalle attività indirette della supply chain e dalla spesa dei lavoratori. “Quando un supermercato indipendente cresce, crescono anche grossisti, autotrasportatori, produttori alimentari, agricoltori e piccole imprese locali”, sottolinea il report.

Sul fronte occupazionale, il comparto sostiene circa 1,48 milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti: 1,14 milioni direttamente nei punti vendita e altri 340mila attraverso attività indirette e indotte lungo la filiera. Particolarmente significativo anche il dato relativo ai redditi dei lavoratori. Il settore genera 115,2 miliardi di dollari di salari annui, con una retribuzione media di 77.628 dollari, superiore alla mediana salariale statunitense.

Secondo Greg Ferrara, presidente e CEO della NGA, “i supermercati indipendenti contribuiscono a sostenere l’economia americana dal basso, creando occupazione, supportando le famiglie e reinvestendo quotidianamente nelle comunità locali”. Lo studio sottolinea inoltre il peso fiscale del comparto, che produce complessivamente 27,3 miliardi di dollari di entrate tributarie annuali, suddivise tra 4,7 miliardi a livello federale, 10,2 miliardi a livello statale e 12,4 miliardi in tasse locali destinate a scuole, sicurezza pubblica, infrastrutture e servizi.

L’impatto economico diretto e indiretto dei grocery indipendenti comprende inoltre 191,3 miliardi di dollari di valore aggiunto legato a merchandising, distribuzione e servizi logistici. Nonostante i risultati positivi, il quadro competitivo resta complesso. Inflazione, aumento dei costi operativi, tensioni sulla supply chain e la crescente pressione delle grandi catene nazionali continuano infatti a rappresentare una sfida per gli operatori indipendenti.

L’espansione dell’omnicanalità e l’utilizzo crescente di tecnologie avanzate, inclusa l’intelligenza artificiale, da parte di colossi come Walmart e Kroger rischiano inoltre di ampliare ulteriormente il divario competitivo nei prossimi anni. Per la NGA, tuttavia, il rafforzamento delle insegne indipendenti dimostra che i consumatori americani continuano a premiare prossimità, identità locale e rapporto diretto con il territorio, elementi che restano il principale vantaggio competitivo del settore.

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