A marzo il commercio al dettaglio europeo torna a mostrare segnali di crescita su base annua, nonostante un andamento ancora debole nel confronto mensile e una domanda che continua a muoversi a velocità differenti tra i vari Paesi dell’Unione. Secondo le prime stime diffuse da Eurostat, il volume delle vendite retail è aumentato dell’1,2% nell’Eurozona e dell’1,9% nell’intera Unione europea rispetto allo stesso mese del 2025.
Il dato rappresenta un’inversione rispetto a febbraio, quando il commercio al dettaglio aveva registrato una flessione dello 0,3% nell’area euro e dello 0,5% nell’Ue, evidenziando un contesto ancora caratterizzato da consumi prudenti e da un’inflazione che continua a incidere sul potere d’acquisto delle famiglie.
Su base mensile, invece, il quadro resta più fragile. A marzo il volume del retail è sceso dello 0,1% nell’Eurozona, mentre nell’insieme dell’Unione europea è cresciuto dello 0,3% rispetto a febbraio. A frenare il mercato europeo sono stati soprattutto i comparti legati ai consumi quotidiani. Le vendite di alimentari, bevande e tabacco hanno registrato una contrazione dello 0,3% nell’Eurozona e dello 0,1% nell’Ue rispetto al mese precedente, segnale di una domanda ancora debole nel largo consumo confezionato.
In calo anche i carburanti per autotrazione venduti nei negozi specializzati, scesi dell’1,6% nell’area euro e dello 0,8% nell’Unione europea, mentre il comparto non food ha mostrato andamenti divergenti: flessione dello 0,6% nell’Eurozona ma crescita dell’1% nell’Ue.
Tra i Paesi membri emergono differenze marcate. A livello mensile le performance migliori sono state registrate da Slovenia (+4,3%), Lussemburgo (+4%) e Belgio (+3,6%), mentre la Germania ha evidenziato il calo più significativo con un -2,1%. In territorio negativo anche Malta (-0,4%), Italia e Lettonia, entrambe con una flessione dello 0,1% rispetto a febbraio.
Nel confronto annuale, tuttavia, il quadro appare più favorevole. Le vendite di alimentari, bevande e tabacco sono cresciute dello 0,8% nell’Eurozona e dell’1% nell’Ue rispetto a marzo 2025, mentre il non food ha mostrato un’accelerazione più marcata, con incrementi del 2,3% nell’area euro e del 3,1% nell’Unione europea.
Resta invece debole il segmento dei carburanti, in flessione del 2,1% nell’Eurozona e dello 0,1% nell’Ue su base annua. Tra i mercati più dinamici spiccano Bulgaria (+12,4%), Ungheria (+8,2%) e Malta (+7,5%), a conferma di una crescita sostenuta nei Paesi dell’Europa orientale e mediterranea.
Sul fronte opposto, i cali più marcati sono stati registrati in Romania (-2,3%) e Germania (-2%), due mercati che continuano a risentire della debolezza della domanda interna e del rallentamento economico. I dati confermano dunque un retail europeo ancora caratterizzato da forti differenze territoriali e da consumi selettivi, con il non food che continua a sostenere la crescita mentre il comparto grocery resta sotto pressione.



















