Export, innovazione e mercati esteri: inaugurata TUTTOFOOD 2026

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Con oltre cinquemila brand presenti, quattromila top buyer internazionali e 100 mila visitatori preaccreditati si è aperta oggi a TUTTOFOOD 2026, edizione della manifestazione agroalimentare che punta a consolidare il proprio ruolo tra le principali fiere mondiali del food & beverage. L’inaugurazione ufficiale si è svolta questa mattina a Rho Fiera Milano, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

Nel videomessaggio inaugurale, Urso ha definito l’agroalimentare “una colonna portante del sistema produttivo italiano”, ricordando come il settore abbia superato i 70 miliardi di euro di export e possa contare su circa 900 prodotti Dop e Igp, che generano oltre 20 miliardi di valore e più di 12 miliardi di esportazioni. “In un comparto così dinamico il sistema fieristico rimane una leva strategica per lo sviluppo e l’internazionalizzazione soprattutto per le imprese più piccole che si aprono a nuovi mercati”, ha sottolineato il ministro, evidenziando anche il ruolo del Piano Transizione 5.0 per sostenere la doppia transizione digitale e green.

Lollobrigida ha invece definito Tuttofood “una vetrina internazionale che racconta la capacità dell’Italia di affermarsi nel mondo come patria del bello, del buono e della qualità”. Secondo il ministro, la manifestazione rappresenta “uno strumento strategico per valorizzare l’intera filiera agroalimentare italiana, favorire l’export e creare nuove opportunità economiche”.

L’edizione 2026 segna anche il consolidamento dell’asse tra Fiere di Parma e Fiera Milano, con il sostegno della partnership internazionale con Koelnmesse, organizzatore di Anuga. Un modello che punta a rafforzare il posizionamento internazionale della manifestazione attraverso l’unione delle competenze sviluppate da Parma con Cibus e della capacità attrattiva di Milano.

“Per Fiere di Parma è un onore e una responsabilità lavorare alla costruzione di una piattaforma autenticamente internazionale per le imprese del food and beverage”, ha dichiarato il presidente Franco Mosconi. Sulla stessa linea il presidente di Fiera Milano Carlo Bonomi: “Nel nuovo equilibrio economico globale è essenziale costruire piattaforme internazionali capaci di accompagnare le imprese nei processi di crescita e internazionalizzazione”.

A confermare il peso crescente della manifestazione anche i numeri diffusi dagli organizzatori. Gli espositori crescono del 20% arrivando a 5 mila brand, con una quota estera pari al 30%. I buyer internazionali salgono del 33%, toccando quota 4 mila, mentre la superficie espositiva aumenta del 15% fino a 85 mila metri quadrati distribuiti in 10 padiglioni. Oltre 1.200 i giornalisti accreditati e 250 i convegni ufficiali in programma.

Grande attenzione anche al tema dell’internazionalizzazione. Il presidente di ICE Agenzia Matteo Zoppas ha ricordato che nel 2025 l’export agroalimentare italiano è cresciuto del 5%, raggiungendo il record di 72,5 miliardi di euro. Zoppas ha però evidenziato le criticità legate al contesto geopolitico e ai dazi statunitensi: “Nei primi due mesi del 2026 registriamo un calo del 21,9% dell’export verso gli Stati Uniti”. ICE ha inoltre portato in fiera oltre 200 operatori provenienti da 36 Paesi, tra cui Arabia Saudita, Canada, Cina, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Giappone e Singapore.

Tra i momenti più attesi della giornata inaugurale anche il primo Forum Internazionale della Cucina Italiana, dedicato al valore della cucina italiana come patrimonio immateriale UNESCO e strumento di diplomazia culturale. Durante il forum l’amministratore delegato di Fiere di Parma Antonio Cellie presenterà il “Food Manifesto”, carta dei valori del futuro del cibo.

“Abbiamo inaugurato un Tuttofood record a Milano”, ha dichiarato Cellie. “L’obiettivo è costruire una piattaforma permanente per discutere e costruire un futuro del cibo che sia sostenibile, sano e accessibile”.

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