Il Gruppo La Doria chiude il 2025 rafforzando il proprio percorso sulla sostenibilità, con investimenti su energia, logistica, packaging, innovazione e filiera agricola. Nel nuovo Bilancio di sostenibilità, l’azienda campana – tra i principali operatori europei nelle private label alimentari – mette nero su bianco risultati che toccano ambiente, persone e comunità locali, confermando una strategia sempre più integrata con gli obiettivi ESG e con la crescita internazionale del gruppo.
Tra i dati più significativi emerge la riduzione di 8.258 tonnellate di CO2 grazie agli interventi di recupero termico ed energetico, in aumento rispetto alle 7.467 tonnellate del 2024. Un risultato ottenuto attraverso impianti di cogenerazione, fotovoltaico installato in dieci siti produttivi e nuovi sistemi di recupero del calore introdotti nello stabilimento di Angri.
Sul fronte logistico, La Doria evidenzia anche il contributo del trasporto ferroviario e intermodale: grazie alla collaborazione con GTS, nel 2025 sono state evitate 445.852 tonnellate di emissioni di CO2 rispetto al trasporto su gomma. Parallelamente il gruppo ha aumentato la capacità di stoccaggio nei propri stabilimenti per ridurre l’utilizzo di magazzini esterni e limitare ulteriormente gli impatti ambientali.
Importanti anche i numeri legati al packaging sostenibile. Il 100% del cartone ondulato utilizzato proviene da materiale riciclato, così come il 76% del polietilene. Inoltre La Doria ha autoprodotto 928 milioni di scatole in banda stagnata, pari al 98,6% del proprio fabbisogno, limitando così il ricorso a fornitori esterni e le emissioni collegate ai trasporti.
Il gruppo ha inoltre ottenuto nel 2025 la certificazione ISO 50001, standard internazionale per la gestione efficiente dell’energia, proseguendo parallelamente il percorso già avviato con la ISO 14001 in tutti gli stabilimenti produttivi.
“Anche nel 2025 la sostenibilità è stata per La Doria non solo un dovere, ma una leva strategica per affrontare con responsabilità e visione le trasformazioni del settore alimentare”, ha dichiarato il presidente e amministratore delegato Antonio Ferraioli, sottolineando come il gruppo abbia continuato a investire in “filiere più resilienti e trasparenti”, agricoltura predittiva ed efficientamento energetico.
Ferraioli ha poi ricordato che il 2025 è stato “un anno di grandi cambiamenti” grazie alla nascita di Windoria, frutto dell’unione tra La Doria e Winland Foods, operazione che apre una nuova fase di crescita internazionale del gruppo.
Sul tema della circular economy, La Doria ha raggiunto il 98% di recupero dei rifiuti prodotti. L’azienda ha inoltre donato prodotti alimentari per un valore superiore a 640 mila euro a organizzazioni benefiche italiane, mentre oltre 7,7 milioni di chilogrammi di bucce di pomodoro e frutta sono stati riutilizzati nell’alimentazione animale.
Forte anche l’attenzione alla filiera e alla tracciabilità. Il gruppo garantisce la completa rintracciabilità delle produzioni fino allo scaffale del retailer e, nel caso del pomodoro, fino al lotto di coltivazione. Negli ultimi due anni sono stati effettuati 77 audit da parte dell’azienda, dei clienti e di soggetti terzi per monitorare aspetti etici e condizioni di lavoro lungo la catena di fornitura.
Nel 2025 La Doria ha erogato inoltre 21.607 ore di formazione ai dipendenti, in crescita rispetto alle 17.437 del 2024, confermando investimenti su competenze, inclusione e welfare aziendale. Prosegue anche l’adesione al programma Welcome di UNHCR per l’integrazione lavorativa dei rifugiati.
Sul fronte dell’innovazione, il gruppo ha sviluppato 149 progetti dedicati a prodotti biologici, vegani, free-from e healthy, ampliando ulteriormente l’offerta private label destinata ai retailer internazionali. Nel 2025 il fatturato de La Doria ha raggiunto 1,375 miliardi di euro, con oltre l’89% dei ricavi generati dal business delle private label.



















