Per l’export agroalimentare segnali positivi dai mercati esteri nonostante la frenata di aprile

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L’agroalimentare italiano continua a beneficiare della buona domanda internazionale, inserendosi in un quadro generale di crescita delle esportazioni che, ad aprile 2026, hanno registrato un aumento dell’8,8% su base annua. Sebbene il dato complessivo evidenzi una flessione congiunturale del 2,2% rispetto a marzo, il bilancio dei primi quattro mesi dell’anno resta positivo e conferma la capacità delle imprese italiane di mantenere una forte presenza sui mercati esteri.

Tra i comparti che contribuiscono alla crescita dell’export figurano anche i prodotti alimentari, bevande e tabacco, sostenuti dalla domanda proveniente da alcuni dei principali partner commerciali dell’Italia. In particolare, risultano in forte espansione le vendite verso Svizzera (+39,4%), Cina (+36,2%), Stati Uniti (+12,1%), Francia (+7,6%) e Paesi OPEC (+19,4%), mercati che rappresentano da anni sbocchi strategici anche per il made in Italy agroalimentare.

L’andamento delle esportazioni conferma inoltre una maggiore vivacità dei mercati extra europei, dove la crescita raggiunge il 12%, rispetto al +5,9% registrato nell’Unione Europea. Un elemento che evidenzia il crescente peso delle destinazioni internazionali per le produzioni italiane a maggiore valore aggiunto.

Sul fronte delle importazioni, l’aumento del 5,5% in valore è stato determinato soprattutto dai maggiori acquisti di metalli e petrolio greggio, mentre i prezzi all’importazione hanno registrato una forte accelerazione, salendo del 4,6% su base annua. Una dinamica che continua a incidere sui costi di produzione e logistica dell’intera filiera agroalimentare.

Positivo anche il saldo commerciale italiano, che ad aprile ha raggiunto i 4,3 miliardi di euro, quasi raddoppiando rispetto allo stesso mese del 2025. Nei primi quattro mesi dell’anno l’avanzo complessivo è salito a 15,2 miliardi di euro contro gli 11,3 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo l’Istat, nei primi quattro mesi del 2026 le esportazioni italiane sono cresciute del 3,2%, a un ritmo superiore rispetto alle importazioni (+1,4%). Un dato che conferma la competitività delle produzioni nazionali sui mercati internazionali e che rappresenta un segnale incoraggiante anche per il comparto agroalimentare, chiamato a confrontarsi con costi energetici elevati e con un contesto economico globale ancora caratterizzato da forti incertezze.

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