Iceland sotto i riflettori nel Regno Unito per l’andamento dei prezzi al consumo. Secondo i dati di Worldpanel riportati dal quotidiano britannico The Telegraph, la catena specializzata nei surgelati ha registrato ad aprile un incremento medio dei prezzi del 5,8% nelle quattro settimane concluse il 19 aprile, un dato che la colloca tra i supermercati con l’inflazione più elevata del mercato britannico.
L’aumento risulta superiore sia alla media del settore grocery, attestata al 3,8%, sia al tasso ufficiale di inflazione alimentare del Regno Unito, che secondo l’Office for National Statistics si è fermato al 3% nello stesso periodo.
La situazione assume una particolare rilevanza anche sul piano politico. Il presidente di Iceland, Lord Walker of Broxton, è stato infatti nominato nei mesi scorsi dal governo laburista come “cost of living tsar”, incaricato di collaborare con Downing Street per individuare soluzioni volte a contenere il costo della vita e ridurre la pressione sui bilanci delle famiglie britanniche.
Negli ultimi mesi Lord Walker si era espresso con toni molto critici nei confronti delle aziende accusate di aumentare i prezzi in modo eccessivo. In particolare aveva invitato i distributori di carburante a non approfittare delle tensioni geopolitiche e dell’aumento dei prezzi del petrolio per scaricare costi aggiuntivi sui consumatori.
Iceland ha però contestato la validità dei dati diffusi da Worldpanel. L’azienda sostiene che le rilevazioni non rappresentino correttamente la propria politica commerciale e che i dati più recenti relativi a maggio mostrino invece un’inflazione grocery del 2,6%, inferiore alla media del mercato.
Secondo Lord Walker, il confronto sarebbe stato alterato dalla presenza, nell’anno precedente, di particolari promozioni sulla carne d’agnello che avrebbero influenzato la base comparativa. Il manager ha inoltre sottolineato che la metodologia utilizzata non considererebbe adeguatamente nuovi prodotti e iniziative promozionali introdotte nel corso del 2026.
Parallelamente, la catena ha annunciato una nuova tornata di riduzioni di prezzo che coinvolgerà oltre 200 referenze surgelate, con sconti e promozioni attive a partire da questa settimana. L’obiettivo dichiarato resta quello di sostenere le famiglie in una fase in cui il potere d’acquisto continua a essere sotto pressione.
Il dibattito sui prezzi alimentari si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione da parte del governo britannico. La Competition and Markets Authority ha recentemente escluso che i rivenditori di carburante abbiano sfruttato la crisi energetica per aumentare artificialmente i profitti, pur evidenziando persistenti problemi di concorrenza nel settore.
Intanto crescono le preoccupazioni per l’evoluzione dei prezzi alimentari nei prossimi mesi. L’aumento dei costi energetici e logistici rischia infatti di incidere sull’intera filiera agroalimentare, dai fertilizzanti ai mangimi fino al trasporto delle merci. La Food and Drink Federation ha avvertito che l’inflazione alimentare nel Regno Unito potrebbe raggiungere il 10% entro la fine dell’anno, alimentando ulteriormente il confronto tra governo, industria e distribuzione organizzata.



















