Parte con segnali complessivamente positivi il 2026 per The Magnum Ice Cream Company, che nel primo trimestre evidenzia una crescita organica sostenuta e conferma le linee guida per l’intero esercizio, in un contesto internazionale che resta complesso e caratterizzato da volatilità, anche alla luce delle tensioni geopolitiche e delle ricadute sui costi lungo la filiera.
Nel periodo gennaio-marzo il gruppo ha registrato ricavi pari a 1,770 miliardi di euro, in lieve flessione rispetto agli 1,792 miliardi dello stesso periodo del 2025, con un calo dell’1,2% su base riportata interamente riconducibile all’effetto negativo dei cambi, che ha inciso per il 5,5% a causa soprattutto del rafforzamento dell’euro, mentre la dinamica sottostante del business si conferma decisamente più solida.
Al netto di questo impatto, infatti, la crescita organica delle vendite si attesta al +4,5%, sostenuta da un contributo equilibrato tra volumi in aumento del 2,9% e prezzi in crescita dell’1,6%, un mix che evidenzia sia una domanda ancora dinamica sia una buona capacità del gruppo di trasferire parte delle pressioni inflattive senza compromettere i livelli di consumo.
Dal punto di vista geografico, tutte le aree contribuiscono positivamente alla crescita organica, con risultati particolarmente robusti negli Stati Uniti e in Europa e un’ulteriore espansione nei mercati AMEA, a conferma di una presenza globale ben bilanciata e capace di intercettare opportunità in contesti differenti.
Continua inoltre a dimostrarsi efficace il modello “Frontline First”, che punta a migliorare l’esecuzione commerciale e la prossimità al cliente nei tre principali canali – consumo domestico, fuori casa e digitale – con quest’ultimo che mantiene un ritmo di sviluppo a doppia cifra e rappresenta una leva sempre più rilevante nella strategia complessiva.
Determinante resta il contributo del portafoglio marchi, con Magnum che registra una crescita a metà singola cifra grazie al lancio di nuove referenze come Pistacchio e Pesca e all’espansione del formato BonBons, mentre Ben & Jerry’s mostra un andamento complessivamente stabile, influenzato da un confronto particolarmente impegnativo con il primo trimestre 2025 in Europa.
Segnali positivi arrivano anche da Cornetto, sostenuto dal lancio della variante Pistachio MAX, e dal marchio Heartbrand, che mette a segno una crescita a una cifra alta grazie a un’intensa attività di innovazione e al successo di nuovi prodotti come Twister Freeze, Volcanix e le referenze sviluppate per i mercati asiatici.
L’innovazione continua infatti a rappresentare uno dei pilastri della strategia, con lo sviluppo di nuovi formati, gusti e posizionamenti, inclusi prodotti ad alto contenuto proteico e a basso contenuto di grassi, pensati per intercettare trend di consumo sempre più orientati a benessere e funzionalità senza rinunciare all’esperienza di consumo.
Parallelamente prosegue il programma di produttività, che sta generando risparmi lungo la supply chain e attraverso la semplificazione organizzativa, contribuendo a sostenere la redditività in uno scenario in cui permangono pressioni sui costi, in particolare per energia, materie prime, packaging e trasporti.
Sul fronte dello sviluppo del perimetro, il gruppo ha completato tra fine marzo e inizio aprile le acquisizioni delle attività in India e dell’entità commerciale in Portogallo, operazioni che entreranno pienamente nei risultati consolidati a partire dal secondo trimestre e che rafforzano ulteriormente la presenza internazionale.
Resta comunque alta l’attenzione sull’evoluzione del contesto macroeconomico e geopolitico, in particolare per quanto riguarda gli effetti indiretti delle tensioni in Medio Oriente sui costi delle commodity e della logistica, anche se l’esposizione diretta del gruppo alla regione risulta limitata e sono già state attivate misure di mitigazione.
In questo scenario il management guidato dal CEO Peter ter Kulve conferma le previsioni per l’intero 2026, indicando una crescita organica compresa tra il 3% e il 5% e un miglioramento della marginalità operativa, con benefici attesi più marcati nella seconda parte dell’anno grazie alla stagionalità del business e all’avanzamento delle iniziative strategiche.
Nel complesso, il primo trimestre restituisce l’immagine di un gruppo solido e in grado di crescere anche in un contesto complesso, facendo leva su marchi globali, capacità di innovazione e disciplina operativa, elementi che dovrebbero sostenere la performance nei mesi chiave della stagione estiva.



















