Cambio al vertice per ANICAV, la più grande associazione di rappresentanza delle imprese di trasformazione del pomodoro al mondo. Nel corso dell’assemblea annuale dei soci, svoltasi a Roma, Aldo Rodolfi è stato eletto nuovo presidente raccogliendo il testimone di Marco Serafini, alla guida dell’associazione negli ultimi cinque anni. Rodolfi, 56 anni, è presidente della Rodolfi Mansueto, storica azienda di Parma che con i suoi 130 anni di attività rappresenta la più antica realtà associata ad ANICAV. Il nuovo presidente è inoltre componente del Comitato di indirizzo della fondazione SSICA e membro del Consiglio generale dell’Unione Parmense degli Industriali.
Nel suo intervento programmatico, Rodolfi ha indicato le direttrici del nuovo corso dell’associazione: rafforzamento della reputazione del comparto, maggiore dialogo con la filiera agricola, valorizzazione dei derivati del pomodoro sui mercati internazionali e coinvolgimento più attivo delle imprese associate attraverso comitati territoriali e gruppi merceologici. Centrale anche il tema del ricambio generazionale e della partecipazione delle nuove generazioni alla vita del settore. “Ringrazio tutti i colleghi per la fiducia che hanno voluto accordarmi affidandomi la guida dell’associazione. Per me è motivo di enorme orgoglio”, ha dichiarato il neo presidente. “Viviamo una fase di profonda trasformazione, che ci pone davanti a sfide importanti ma anche a nuove opportunità di crescita. Per continuare a rafforzare la nostra competitività sarà fondamentale saper interpretare il cambiamento con visione strategica, capacità di adattamento e spirito di collaborazione”.
Rodolfi ha sottolineato anche il ruolo strategico della rappresentanza industriale in una fase segnata da cambiamenti economici e geopolitici, evidenziando come coesione, dialogo e obiettivi condivisi saranno elementi chiave per affrontare le sfide future del comparto conserviero italiano. ANICAV rappresenta oggi circa i tre quarti delle industrie di trasformazione operanti sul territorio nazionale, aziende che lavorano circa il 70% del pomodoro trasformato in Italia e la quasi totalità del pomodoro pelato intero prodotto a livello mondiale.
Nel 2025 il settore rappresentato dall’associazione ha sviluppato un fatturato di 3,7 miliardi di euro, oltre il 70% dell’intero comparto italiano della trasformazione del pomodoro. Un’industria fortemente orientata all’export: circa il 60% della produzione viene destinato ai mercati esteri, con una presenza consolidata in Europa — soprattutto Germania, Francia e Regno Unito — ma anche negli Stati Uniti, in Giappone e in Australia. Il pomodoro trasformato si conferma così uno dei simboli del Made in Italy agroalimentare nel mondo, con una filiera che punta sempre più su qualità, innovazione e capacità di presidiare i mercati internazionali in uno scenario competitivo in continua evoluzione.



















